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Ci vuole arte un po’ per tutto(anche per essere un buon padre)

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Domenica scorsa in atelier abbiamo organizzato un evento dedicato al rapporto genitori/figli. Si intitolava “Il complesso di Telemaco” e lo ha condotto Gianni Cefalì (tutti i dettagli seguendo questo link). In questa nota di commento vorrei lasciare qualche riflessione. Buona lettura.


Una gran bella cosa, fatta ad arte

Quello che ha fatto domenica sera Gianni in Atelier? Una gran bella cosa, fatta ad arte.

Il tema era difficile da affrontare (si parlava del rapporto genitori/figli), ma gli facciamo i complimenti per esserci riuscito con tanta grazia e delicatezza, ma anche con altrettanta enfasi e ironia.

Ci vuole arte, l’arte dell’umiltà e della generosità, ma anche l’arte di adattarsi al pubblico e alla situazione.
Una scaletta completamente stravolta a favore di un’improvvisazione che ha tenuto i presenti (fortunati loro) con le orecchie e gli occhi “incollati” a quelli di Gianni. Parlare di paternità e maternità parlando anche di “Affari tuoi” (il programma TV con i pacchi) non è cosa da niente.

Volti nuovi si sono affacciati domenica sera in Atelier e a noi non può che fare piacere: perché significa che quel poco che facciamo riesce a colpire la testa e l’anima di qualcuno e finisce per invitarli a riflettere su temi che sembrano cose ovvie ma in realtà non lo sono per niente. Anche l’attuale e palese crisi della paternità sembra cosa banale. Ma a sollevare non pochi dubbi ci ha pensato il nostro amico Gianni, con un esame di coscienza frutto della sua personalissima esperienza di padre. E siccome non tutto è scontato, speriamo di vedervi. Alla prossima!


P.S. Magari vi state chiedendo chi è Gianni?
Di seguito vi copio il ritratto che ne ha fatto Pasquale Ieradi e che abbiamo pubblicato sul nostro opuscolo “in atelier” (Come dite? Non conoscete in atelier? Lo potete consultare seguendo questo link).

Permaloso (e generoso)
Permaloso. Se penso alla parola “permaloso” penso a Gianni. Sì, perché Gianni è la persona più permalosa che io abbia mai conosciuto. Bisogna dire, però, che questo tratto della sua personalità nasce da un desiderio di giustizia che lo accompagna da sempre. Gianni, infatti, sulla scala sociale ha sempre vissuto nel mezzo, esortando quelli deboli a salire un gradino più in alto e invitando quelli forti a scendere un gradino più in basso. Permaloso, quindi, ma anche generoso. Questi sono i sentimenti che hanno reso Gianni un padre attento e fiducioso, sentimenti che lo hanno spinto a scegliere un tema così delicato, sentimenti con cui cercherà di stuzzicare la coscienza di quanti gli presteremo ascolto in atelier, sentimenti con cui ci inviterà ad essere degli “Ulisse” più attenti e dei padri migliori.